Cancellazione protesti Roma e provincia di un protesto cambiale, o di un protesto per assegno, è possibile, se ne sussistono le condizioni.
non è un percorso breve né semplice ma, soprattutto se è la prima volta che si viene inseriti nel registro protesti, se effettuato in maniera regolare, nella stragrande maggioranza dei casi è fattibile. la cancellazione dal registro cattivi pagatori deve passare attraverso il tribunale competente, a seconda della gestione della provincia di residenza. solitamente si passa dal giudice di pace ma non per tutte le regioni e le province è così. per sapere a chi rivolgersi, bisogna chiedere all’ufficio competente del proprio comune di residenza, che saprà indicare l’iter preciso da seguire.
il pagamento causa del protesto deve essere stato saldato come prima cosa, per ottenere la cancellazione di un protesto, bisogna aver saldato tutti i conti che hanno portato all’iscrizione nel registro dei cattivi pagatori. questo significa aver restituito la quota effettiva della rata o delle rate non pagate inclusi tutti gli interessi moratori.
in caso di protesto bancario bisogna aver saldato l’intero importo del pagamento che spettava al creditore. il saldo deve avvenire entro 12 mesi dalla notifica del protesto. scaduto l’anno, non è più possibile chiedere la cancellazione, nemmeno se si rimborsa tutto, fino all’ultimo centesimo. in quel caso si può solamente notificare l’avvenuto pagamento ufficialmente, presentando la documentazione in carta da bollo da euro 14,62. bisogna richiedere in tribunale il decreto per la cancellazione del protesto cambiale per ottenere il decreto per la cancellazione del protesto cambiale o bancario, in sede di tribunale competente, bisogna portare i propri documenti di riconoscimento, i contratti di compravendita relativi alla pratica sulla quale è scattato il protesto e le ricevute dei rimborsi effettuati, entro 12 mesi dall’iscrizione nel registro protesti.
il giudice, così, potrà verificare la regolarità delle operazioni, controllare che sia stato restituito tutto l’importo e che non siano decaduti i termini temporali. se tutto risulta regolare, il giudice firmerà il decreto, in base alla legge 108/96. il costo dell’operazione è un bollo da euro 8,00 per la presentazione della domanda più uno da euro 14,62 da applicare sul decreto. e’ necessario richiedere la cancellazione del protesto all’ufficio protesti col documento ottenuto in tribunale, ci si può presentare all’ufficio protesti e chiedere la cancellazione protesto cambiale o bancario. solitamente, se è la prima volta che il soggetto viene protestato, col decreto di cancellazione protesto cambiale o bancario, il nominativo viene rimosso dall’archivio informatico entro 25 giorni dalla richiesta. di questi 25 giorni i primi 20 sono di elaborazione della pratica e gli ultimi 5 di accettazione.
una volta rimosso il nominativo dal registro protesti si potrà avere, nuovamente, accesso alla richiesta di mutui, pagamenti rateali ed emissione di assegni. può accadere che, per diversi motivi, un pagamento venga effettuato correttamente ma non arrivi al destinatario. nel caso delle rate di un mutuo o di un finanziamento, può succedere per un errore di comunicazione tra i server, per interruzioni di connessione, per bug di sistema o per errore umano di un impiegato della banca o della finanziaria di competenza.
per quanto riguarda gli assegni, l’errore può interessare il dispositivo di controllo automatico sugli assegni o uno sbaglio della persona che lo ha incassato. in questo caso, l’errore del creditore è sempre dimostrabile, controllando i bonifici emessi o valutando l’assegno in oggetto. nel caso in cui l’iscrizione al registro protesti sia avvenuta illegittimamente o per errore, presentando i documenti che lo attestano, la cancellazione sarà immediata, senza dover fare altre operazioni.
Puoi Contattarci al numero 0645548090
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